Quando una casa ha molto da offrire, ma le immagini non lo raccontano

Un caso reale di come fotografia, preparazione degli ambienti e consulenza possano cambiare il modo in cui un immobile viene presentato online.

Quante richieste dovrebbe ricevere un immobile quando viene messo a disposizione per la locazione? Non esiste una risposta valida per tutti. Dipende dalla zona, dal prezzo, dalle caratteristiche dell’immobile, dal periodo e da molti altri fattori.

Ma quando le richieste sono significativamente inferiori alle aspettative, una domanda vale la pena porsela:

il problema è davvero l’immobile oppure il modo in cui viene presentato?

È proprio da questa domanda che è nato un recente progetto di Studio Immagine.

Il punto di partenza

L’immobile si trova in provincia di Milano. La proprietaria mette a disposizione alcuni ambienti della propria abitazione, in particolare due camere, un bagno e gli spazi comuni, con l’obiettivo di trovare persone interessate a condividere la casa e ottenere così un’entrata aggiuntiva.

La casa ha caratteristiche interessanti.

Gli ambienti sono spaziosi, lo stato generale dell’immobile è buono e, nonostante si tratti dell’abitazione di una persona ormai in pensione, l’arredamento è nel complesso moderno e curato.

Eppure le richieste ricevute erano inferiori a quelle che la proprietaria si aspettava.

Non c’era quindi una certezza sulla causa del problema. C’era piuttosto una percezione: la casa sembrava avere più potenzialità di quelle che riusciva a esprimere attraverso il suo annuncio.

Ed è qui che inizia il lavoro.

Prima di fotografare, bisogna osservare

Quando si parla di fotografia immobiliare, si tende a pensare immediatamente alla macchina fotografica, agli obiettivi, alla luce e alla post-produzione.

Ma il nostro lavoro non inizia con la macchina fotografica.

Inizia con una domanda:

Qual è l’obiettivo di questo progetto?

Durante il sopralluogo abbiamo osservato gli ambienti cercando di capire non soltanto come fotografarli, ma come presentarli.

Il potenziale c’era.

Gli spazi erano sufficientemente ampi, la casa era in buone condizioni, alcuni ambienti avevano una doppia esposizione, e c’erano ulteriori elementi che potevano essere valorizzati.

Allo stesso tempo, le stanze risultavano un po’ disordinati e le fotografie utilizzate nell’annuncio fino a quel momento non riuscivano a comunicare pienamente quello che la casa poteva offrire.

Questo è un punto importante.

Le fotografie precedenti non erano semplicemente “brutte fotografie”. Erano fotografie che documentavano gli ambienti, ma che non erano state progettate per valorizzarli.

Documentare un ambiente o valorizzarlo?

La differenza si vede molto bene osservando una delle camere.

Fotografia professionale di ambienti interni per il progetto di comunicazione visiva di un appartamento

Nella fotografia originale l’ambiente è certamente riconoscibile. Si vedono il letto, la scrivania, la libreria, la finestra e gli altri elementi della stanza.

Ma l’immagine presenta diversi problemi.

Il punto di ripresa non è particolarmente favorevole, la prospettiva è molto accentuata, le linee verticali risultano divergenti, la luce proveniente dalla finestra è fortemente sovraesposta e sono presenti diversi elementi di disturbo.

Anche la composizione non aiuta a leggere lo spazio nel modo migliore.

La fotografia professionale parte invece da una serie di decisioni.

Da dove fotografare?

A quale altezza?

Quali elementi includere nell’inquadratura?

Come gestire le linee verticali?

Come controllare la luce?

Come preparare l’ambiente prima dello scatto?

Sono tutte decisioni che vengono prese prima di premere il pulsante della macchina fotografica.

Il risultato non è semplicemente una fotografia tecnicamente migliore.

È un’immagine che permette a chi la guarda di percepire meglio lo spazio.

La differenza non è soltanto tra una fotografia fatta con uno smartphone e una fotografia fatta con una fotocamera professionale. È la differenza tra documentare un ambiente e costruire un’immagine capace di valorizzarlo.

Perché è stato scelto il percorso START

Una volta compreso il progetto, c’era un’altra domanda da affrontare: quale livello di intervento era realmente necessario?

In Studio Immagine non abbiamo pacchetti da proporre. Abbiamo dei percorsi che si differenzialo per il livello di approfondimento con cui accompagniamo il cliente.  La qualità fotografica rimane la stessa.

Per questo non partiamo dalla domanda:

“Quale pacchetto desidera?”

Partiamo da:

“Qual è il suo obiettivo?”

In questo caso erano necessari diversi ambienti da fotografare, ma il progetto non richiedeva un percorso particolarmente articolato e il budget disponibile era contenuto.

Per questo è stata individuata il percorso START.

Un percorso pensato proprio per chi vuole presentare il proprio immobile in modo professionale attraverso un intervento semplice, efficace e ben strutturato.

Anche questa è consulenza: non proporre il servizio più completo possibile, o quello più costoso, ma quello più adatto alla situazione reale del cliente.

Preparare lo spazio prima di fotografarlo

Una buona fotografia immobiliare non nasce soltanto dalla tecnica fotografica.

Nasce anche da ciò che accade prima dello scatto.

Quando si fotografa una casa abitata, è normale trovare oggetti personali, elementi fuori posto o semplicemente dettagli che nella vita quotidiana non costituiscono alcun problema, ma che all’interno di una fotografia possono diventare elementi di disturbo.

L’obiettivo non è trasformare una casa reale in un ambiente artificiale.

È fare in modo che ciò che realmente caratterizza quello spazio emerga senza essere nascosto dal superfluo.

Per questo, prima dello shooting, abbiamo lavorato anche sulla preparazione degli ambienti.

Ampia cameretta, luminosa ed essenziale con scrivania, letto da una piazza e mezzo, in appartamento a Milano

Quando la luce diventa parte del progetto

Una volta preparato l’ambiente, arriva il momento di fotografare.

In alcune immagini abbiamo utilizzato una tecnica conosciuta come flambient, particolarmente efficace nella fotografia di interni.

Il principio è relativamente semplice: invece di affidarsi a una sola esposizione, vengono realizzati più scatti con condizioni di illuminazione differenti.

In questo caso abbiamo realizzato uno scatto utilizzando la luce presente nell’ambiente e uno con l’utilizzo del flash.

Le due immagini vengono poi combinate in post-produzione.

L’obiettivo non è ottenere una fotografia che sembri “finta” o eccessivamente elaborata.

Al contrario, è ottenere un’immagine equilibrata, nella quale sia possibile leggere correttamente gli ambienti mantenendo una sensazione di naturalezza.

La tecnica, però, è soltanto uno strumento.

Non è la flambient a rendere efficace una fotografia. È sapere quando utilizzarla e perché.

fotografia di una sala realizzata per un servizio di promozione di una casa vacanza

Dalla fotografia alla presentazione dell’immobile

A questo punto il lavoro avrebbe potuto terminare con la consegna delle fotografie.

Ma per noi non sarebbe stato sufficiente.

Le fotografie professionali sono uno strumento di comunicazione. Il loro valore dipende anche da come vengono utilizzate.

Per questo il progetto è proseguito fino alla pubblicazione dell’annuncio.

Le immagini sono state preparate sia a piena risoluzione sia in versione ottimizzata per il web, in modo da poter essere utilizzate correttamente nei diversi contesti.

Abbiamo inoltre lavorato sulla sequenza delle fotografie.

Non è indifferente quale immagine viene visualizzata per prima, quale viene dopo e quale conclude il percorso.

Una serie fotografica può diventare un piccolo racconto: accompagnare chi guarda dall’ingresso agli ambienti principali, far comprendere progressivamente gli spazi e mettere in evidenza gli elementi che rendono interessante la soluzione proposta.

Anche questo fa parte del lavoro.

Non si tratta semplicemente di scegliere le fotografie migliori, ma di costruire il modo in cui quelle fotografie verranno viste.

Panoramica di una cucina classica in un appartamento di Lodi

È questo il Metodo V.I.S.I.O.

Questo progetto rappresenta bene il modo in cui lavoriamo in Studio Immagine.

Il nostro metodo V.I.S.I.O. nasce proprio dall’idea che il lavoro fotografico non debba iniziare dalla macchina fotografica.

Visione. Ascoltare il cliente e comprendere necessità, aspettative e obiettivi.

Identità. Analizzare lo spazio, la luce, la distribuzione degli ambienti, i punti di forza e gli elementi che possono ostacolare la comunicazione.

Strategia. Definire il percorso più adatto e il livello di preparazione necessario.

Immagine. Solo a questo punto realizzare le fotografie, scegliendo luce, composizione, punto di vista e tecnica.

Ottimizzazione. Valorizzare il materiale prodotto attraverso il suo corretto utilizzo nei diversi canali.

In questo progetto le cinque fasi non sono rimaste una teoria scritta su una pagina del sito.

Sono diventate un percorso concreto.

E adesso?

L’annuncio è stato aggiornato con le nuove fotografie.

Adesso sarà il tempo a dirci se il cambiamento nella presentazione dell’immobile produrrà anche un cambiamento nelle richieste.

Non sarebbe corretto dire oggi che le nuove fotografie hanno aumentato le prenotazioni: non abbiamo ancora dati sufficienti per affermarlo.

Ma una cosa è già cambiata.

Oggi chi incontra quell’annuncio può vedere gli ambienti attraverso immagini che cercano di rappresentare meglio ciò che l’immobile realmente offre.

Ed è questo, in fondo, il senso della fotografia immobiliare.

Non inventare un valore che non esiste.

Fare in modo che il valore che già esiste non passi inosservato.

Perché le fotografie sono il risultato del nostro lavoro.

Il metodo è ciò che rende quel risultato possibile.

Torna in alto